Le Istituzioni

 

Note a cura di Benvenuto Castellarin

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La scuola elementare

Nell’archivio storico del Comune di Ronchis esiste un fascicolo intitolato “ Esposizione Scolastica, fatta nell’occasione della Esposizione Regionale Agricola - Industriale - e di Belle Arti in Vicenza nel 1870. Statistica della Istruzione Primaria del Comune di Ronchis”, il quale contiene anche una nota storica sull’inizio dell’istruzione scolastica nel Comune.

Nella nota storica si dichiara che “Il comune di Ronchis fino dal 1838 ebbe ad istituire nel capoluogo una Scuola elementare maschile minore e l’istruzione dei fanciulli che ammontavano sempre ad oltre cinquanta, venne fino al 1855 disimpegnata da un secolare verso l’onorario di austriache lire 460.

Reso questo defunto, nel 1856 veniva sostituito da un sacerdote coll’onorario invece di austriache lire 600. Nel 1857 il Comune, riconosciuto il bisogno, istituiva pure una Scuola elementare nella frazione di Fraforeano coll’onorario di austriache lire 280, e l’istruzione di quei fanciulli, fino al 1867 veniva impartita da un sacerdote.

Finalmente nel 1868, il Consiglio Scolastico Prov., tenendo ferme le precedenti due scuole, stabiliva che fosse istituita anche una scuola femminile, che  venne attivata nel 1868-69, coll’onorario di legge di lire 334. Per le Scuole poi maschili, la di cui istruzione viene impartita da due secolari, l’onorario venne determinato pure nelle cifre di legge cioè in lire 500 per ognuno, senza riguardo al maggiore o minore numero dei fanciulli

Tutti gli utensili occorrenti vennero provveduti a spese del Comune, come altresì i libri per l’insegnamento vengono distribuiti a spese del Comune”.

Questo dunque fu l’esordio dell’istruzione elementare nel comune. Va detto che la scuola elementare minore si componeva della sola classe prima e seconda. La nota poi prosegue illustrando la partecipazione degli alunni nel 1870: “Il numero degl’iscritti  nella scuola maschile di Ronchis ammonta a 70 quello delle fanciulle oltre 60 e nella scuola di Fraforeano 28. Nella stagione invernale cioè da novembre a marzo nelle ore serali, tanto a Ronchis che in Fraforeano viene impartita l’istruzione agli adulti che intervengono in buon numero”. Il totale degli alunni che nel 1870 frequentavano la scuola primaria a Ronchis era, dunque, di 130 su una popolazione di 1212 abitanti: il dato della frequentazione delle fanciulle inferiore a quella dei maschi, nonostante che fossero più numerose, è un segno della mentalità del tempo che assegnava all’uomo la prerogativa  di saper leggere e scrivere e fare di conto. Nella frazione di Fraforeano la popolazione era di 406 anime e i 28 alunni erano tutti maschi.

In una “Statistica  sullo stato materiale morale ed intellettuale di questa scuola inferiore rurale” inviata dal sindaco nel 1869 “All’Onorevole Presidenza dell’Associazione Nazionale degli Asili Rurali per l’Infanzia di Firenze”, troviamo diverse interessanti notizie. Ad esempio non esisteva ancora la scuola come edificio pubblico. Le lezioni si tenevano in una casa privata,  in stanze adibite “ad uso di scuola”, dietro pagamento di un affitto di 140 lire annue.  

L’insegnamento era impartito da due maestri e una maestra, di cui “Una maestra insegna in questo Comune da un anno però fu oltre 25 anni dacchè fu docente. L’altro insegna da solo tre anni, l’altro da un anno”. Si chiamavano Guerin Pietro d’anni 49, Zuliani GioBatta d’anni 23, Schiratti Giuditta d’anni 42. Il primo è munito di patente austriaca, il secondo di patente italiana conseguita da un anno, la terza senza titoli”. I maestri avevano un onorario di lire 500 e la maestra 200. Gli alunni erano 150, la media di frequentazione era “fino che dura la stagione invernale frequentano, salve piccole eccezioni, tutte le scuole, e nella stagione estiva 115”. 80 erano quelli che frequentavano fino alla chiusura dell’anno scolastico. Esisteva anche una scuola serale e festiva per adulti le cui lezioni si tenevano negli stessi locali della scuola primaria. A questa scuola il comune concorreva alla  spesa dei libri e all’illuminazione. 80 erano gli “alunni”, tutti maschi, che frequentavano la scuola serale, nessuno a quella festiva. Le lezioni erano tenute “dalle 6 alle 8 pomeridiane per la serale e dalle 8 alle 10 antimeridiane e dalle 2 alle 4 pomeridiane per la scuola dei fanciulli”. Gli esami  erano previsti al completamento del secondo anno, nessun esame per la scuola serale: i risultati erano giudicati “buoni”.

I libri usati erano: “Il libro usato corrente anno nella scuola serale,  porta per titolo “Lavoro e risparmio” del Carbonati. E per i fanciulli, sillabario e la lettura Carbonati, nozioni aritmetica, istruzione, “Lavoro e risparmio”, catechismo, i mesi dell’anno, grammatica, “letture di esercizi” di Castro Giovanni”. Gli alunni meritevoli erano premiati con “libri di lettura e di devozione”. Le scuole ogni tanto erano visitate da un sacerdote.

A proposito della scuola serale per adulti, un avviso del sindaco del 25 novembre 1870 decretava che per essere iscritti bisognava avere non meno di 13  e non più di 35 anni.

Sul funzionamento delle scuole nella  fine del 1800 e nei primi decenni del 1900, abbiamo raccolto dai documenti d’archivio, alcune significative notizie. Ad esempio, dalla relazione del maestro GioBatta Zuliani che fece al sindaco al termine dell’anno scolastico 1872-73, scrisse che “Gli alunni iscritti in questa scuola comunale sono 72, dei quali n. 68 nella stagione invernale frequentarono la scuola, ma poscia passati nella stagione estiva, alcuni di essi si assentarono, chi per portarsi al pascolo, altri per attendere ai lavori campestri, cosicché nella stagione estiva la scuola fu frequentata in media da n. 48 alunni”. Durante l’anno scolastico 1872-73, la scuola maschile consumò 58 ettogrammi di inchiostro (5 chili e 800 grammi): l’inchiostro era acquistato presso la farmacia Pittoni di Ronchis e confezionato dal farmacista stesso.

Nel novembre del 1891 la maestra Anna Tommasi richiese per i lavori femminili in classe: “27 metri di bambagina candida per camicie, 3 rocchetti a macchina del n. 30 di filo bianco, 5 carte aghi in sorta, metri 1 di tela bianca grossa per imparare il punto, 2 chili di cotone bianco torto per calze del n. 8  e uno del n. 6, 12 paia di ferri per calze adatti al cotone”. Nel maggio del 1886 il maestro Basilio Limena denunciò al sindaco la estrema umidità che si trovava nella stanza dove teneva le lezioni “i bambini quasi istintivamente sono obbligati a rannicchiarsi sulle panche non potendo soffrire la sensazione di freddo che provano tenendo i piedi a terra come sarebbe prescritto”. Egli chiedeva che fosse coperto il pavimento con un tavolato e “accomodate le invetriate”.

Sempre il maestro Basilio Limena nel 1894 lamentava che era impossibile poter esaurire il programma governativo d’insegnamento per un numero di alunni iscritti grandemente superiore  a quello consentito dalla legge. 

Nel gennaio del 1929 il presidente dell’Opera Nazionale “Balilla”, ricordava al podestà del Comune, un decreto ministeriale del 1925 sull’obbligo di tutte le scuole elementare ad avere una palestra coperta e il campo di giochi annesso. La risposta del podestà fu che “se è giusta nei riguardi dell’educazione fisica della gioventù, debbo far presente alla S.V. Ill. che questo Comune  non ha potuto, né può provvedere per ora all’impianto per mancanza assoluta di mezzi finanziari”.

Il Comune forniva alle scuole anche la legna  per il riscaldamento nel periodo invernale. Una nota del podestà datata 15 gennaio 1933 “Alla signorina maestra elementare - Fraforeano”, comunicava la consegna di 15 quintali di legna, calcolando un  consumo medio di 18 chilogrammi, doveva essere sufficiente fino al mese di marzo, “e quindi per 75 giorni dai quali devono essere detratte le feste e vacanze settimanali, per cui ne dovrà avanzare”.

Nel 1950 a Ronchis venne istituita, per un certo periodo anche la VIa classe elementare. Il 28 maggio 1954 giunse  Ronchis, presso le scuole una radiosquadra della RAI  (Radio Italiana) con un automezzo attrezzato con apparecchiatura di registrazione ed equipaggiato con personale tecnico specializzato e radio cronista, per raccogliere dalla viva voce degli alunni della scuola racconti sulle tradizioni i costumi ed i canti locali. Vi parteciparono, alla presenza del sindaco e di numerosa popolazione, diversi alunni che parlarono della nostra storia e tradizioni del paese, recitarono poesie, scenette, un piccolo coro cantò  il  Canto dei campi”,L’inno all’Italia” e canzoni allora di moda come “Aveva un baveroe “Tutte le mamme”.

Durante l’anno scolastico 1954-55 tra la classe 5a elementare femminile di Ronchis e la  5a  elementare unica mista di Palau in provincia di Sassari Sardegna vi fu un fitto scambio epistolare sulla storia e tradizioni dei rispettivi paesi e regioni.

Sull’ubicazione delle scuole abbiamo trovato le seguenti notizie: nel 1870 scuola maschile si trovava presso la casa di Antonio Marsoni (in via della Chiesa), nel  1873  i locali delle scuole elementari erano di proprietà di Gabrieli Teresa (che cessarono nello stesso anno). Nello stesso anno venne fatto redigere un progetto con la relativa spesa per la costruzione di un fabbricato da adibirsi a scuola maschile e femminile e locali ad uso municipio sull’area del dove allora si trovava, quasi demolita la già chiesa di S. Giovanni di Rodi (ex proprietà Mainardis nell’attuale vicolo S. Giovanni di Rodi). Fino alla costruzione dell’attuale edificio scolastico, le scuole si trovavano in una casa  sita in via Maggiore di proprietà di Federico Bertoli di Latisana (poi proprietà Angeli). Il 15 ottobre 1911, fu inaugurato il nuovo e primo edificio scolastico a Ronchis. Tutti furono soddisfatti per il luogo scelto, allora questo posto era praticamente in periferia del paese, dove “le lezioni saranno meno disturbate, fra una largura di spazio che permette alle aule di ricevere luce ed aria in abbondanza e concedere all’edificio una vasta piazza per la ricreazione”.

Durante la prima guerra mondiale l’edificio scolastico fu gravemente danneggiato da tiri di bombarda. Nel 1936 furono eseguiti dei lavori di spianamento nel campo sportivo adiacente le scuole elementari, era recintato  con rete metallica, e serviva per “i giochi locali di calcio e per esercitazioni delle organizzazioni giovanili”.

Nel 1937, nell’ambito del programma autartico del governo, furono asportate le cancellate metalliche del cortile. Dal maggio 1944 al settembre 1945 le aule scolastiche furono occupate dall’ospedale civile di Latisana, evacuato a causa dei bombardamenti aerei. A causa di quest’ultimi quasi tutti i vetri dell’edificio andarono in frantumi: le aule di Fraforeano furono invece utilizzate dagli anziani della casa di riposo di Latisana e da uffici finanziari sempre di Latisana.

Nel 1958 furono intitolate due aule scolastiche  ai Caduti in Guerra Sbaiz Paolo, medaglia d’argento e Bidin Alcide: nel 1959 l’edificio scolastico fu intitolato a Pietro Zorutti, poeta friulano. Nel 1977 a fianco dell’esistente fu costruito un nuovo edificio scolastico.

Le aule scolastiche di Fraforeano erano ubicate nell’azienda agricola de Asarta. Fu questa una convivenza sempre un po’ difficile che si acuì enormemente negli anni 50. Infatti, una lettera di Alberto Kechler  dell’ottobre 1951 alla Direzione didattica e al sindaco, ci illustra  la situazione di allora: “…sia per l’adunata prima dell’inizio della scuola, sia durante la ricreazione, i bambini invadono letteralmente il cortile, ove circolano trattori agricoli o sono in funzione macchine di varie specie come trebbie, sgranatrici ecc. ove passano puledri sciolti che vanno all’abbeverata, oppure vacche e vitelli ecc., entrano sotto le tettoie ove sono ricoverati attrezzi di campagna con grave pericolo per l’incolumità stessa dei bambini…Tutto questo poi reca disturbo agli operai addetti ai lavori aziendali, danni ai materiali ed ai prodotti agricoli ricoverati…”. Il Kechler  pregava infine la Direzione didattica di dare disposizioni tassative affinché “in via assoluta non sia concessa agli alunni l’adunata e la ricreazione nell’ambito del cortile aziendale … il quale viene concesso solo per il transito degli alunni inquadrati e accompagnati per l’ingresso e l’uscita dalle scuole”. La difficile convivenza durò fino al 1957 quando il Comune provvide a costruire un edificio scolastico autonomo.

 

Maestri e maestre (elenco parziale desunto da documenti consultati)

1866 - Zuliani Solimbergo

1866-97 - Zuliani Giacomo: a Ronchis e a Fraforeano, 

1869 - Guerin Pietro, Zuliani GioBatta,  Schiratti Giuditta

1899 - Alessandri Elisa

1870 - Schiratti Giuditta di Teor, Guerin Federico di Gonars

1871- 92 - Palla Maria di Udine: scuola femminile Ronchis:

1874-91 - Zuliani GioBatta di Ronchis: scuola mista di Fraforeano:

1879 - Gelterosa Anna, maestra della scuola femminile.

1874 - Della Mora Ferrante Elisa

1879 -  Mazzolini Lucia

1879- 94 - Limena Basilio

1882 - Maurizio Giuseppe, Mazzolini Angela

1883 - Guerin Pietro

1891 - Tommasi Anna

1893 - Barbarigo Marcella, Alessandris Caterina

1898 - Zuliani Giacomo

1902 - Zanetti Ida

1911- 12  Battistella Elda di Udine,  Salvolini Virginia,  Lorenzoni Merlin Iole

1911-14 - Piva Eugenia

1914 - Alessandris Caterina

1919 - Battistella Edda di Latisana, Fortunati...

1919-35 - Alessandris Caterina

1920 - Battarelli Ernestina

1922 - 26 - Pinzani Maccaferri Paola

1925-35 - Calabrò Giovanni

1926-27 - Solinas Gaviani Adelaide

1927 - 31 - Norrito Gaviani Eufenia

1935 - 38 - Sambo Agostino

1931 - Magnotti Lucia, Mangini Angela: a Fraforeano

1931 - 50 - Boldrini Piermartini Ida

1935-47 - Pertile Giovanna

1935-50 - Boscariol Carlotta, a Fraforeano

1938 - Minguzzi Clara, Berti Corrado, Minin Angelo

1940 - Milan Regina

1940-42 - Rutar Luigia

1941-45 - Canauz Alberto

1945 - Palermo Antonio

1946-47 - Cupitò Rita, Gregoratti Ferruccio, Tomat Gina; Vella Salerno Assunta: a Fraforeano

1947 - Sica Luigi

1947-73 -  Marchese Alberto.

1947-49 - Vella Ettore

1950 - Carboni Bruna, Gabas Bruno, Genzo Lucia, Giacomini Valentino

1952-54 - Barletta Saverio

1954-78 -  Rodella Marchese Bruna

1956 - Tomini Vanda

1957 - Mosanghini Aldo

 

L’ Asilo infantile - Ronchis

A Ronchis si sentì la necessità di costituire un asilo infantile nel primo decennio del 1900. Il proposito si realizzò nel luglio del 1913 quando, per iniziativa del parroco don Nicolò Stefanutti sorse Comitato “Pro Asilo”. Il comitato organizzò delle raccolte di fondi  e una pesca di beneficenza. A tale proposito, nel libro storico parrocchiale, redatto a cura del parroco don Giovanni Battista Trombetta, si legge: “Alla preparazione della medesima [pesca]avevano cooperato con intelletto d’amore un gruppo di distinte signore  e signori e tutto riuscì a meraviglia in una capace sala tolta in affitto dalla famiglia Marsoni”.

Dopo pochi anni questo asilo risultò insufficiente anche e alla famiglia Marsoni che lo ospitava necessitava del locale.  Il parroco don Trombetta  avanzò allora l’idea di costruire un asilo infantile quale degno monumento alla memoria dei Caduti della prima guerra mondiale, visto che ancora Ronchis non lo aveva. Alla stragrande maggioranza della popolazione l’idea piacque tanto che offrì la sua incondizionata collaborazione. Il fondo su cui doveva sorgere l’asilo infantile, fu ceduto dal Comune al locale Patronato Scolastico, il quale affidò l’incarico di sovrintendere ai lavori il parroco stesso Trombetta. Il 4 febbraio 1923 ebbe luogo la posa della prima pietra e il 9 novembre 1924, per iniziativa dell’allora Commissario Prefettizio Attilio Barnaba e del dott. Tommaso Petitti, fu inaugurato. Alla sua costruzione concorsero, carradori, manovali, muratori, falegnami, fabbri, che prestarono ininterrottamente la loro opera gratuitamente. Il piano terra allora comprendeva  un salone ad uso di teatro (che vedrà l’esibizione di rinomate compagnie teatrali e candide recite di bambini), ed un’aula per i bambini più piccoli. Il primo piano aveva 10 stanze ad uso cucina, aule, cappella (dedicata alla madonna della Neve) scuola di cucito e l’appartamento per le suore insegnanti.

Al centro della facciata ovest un medaglione in bronzo con la figura dei Fante Italiano, opera dell’artista  Francesco Ellero di Latisana, e in una grande lapide tripartita di marmo sono scolpiti i nomi dei 60 Caduti dei Comune (nel novembre 1984 venne aggiunta una stele a ricordo dei dispersi della guerra 1940-1945. La stele, opera del prof. Lionello Galasso, raffigura un alpino sommerso dalla neve e dal ghiaccio nella desolata terra di Russia, che tenta di salvare un suo commilitone).

L’asilo fu prima diretto da 4 suore (5 nel 1936) delle “Figlie di Nostra Signora della Neve” da Savona, abilitate all’insegnamento prescolastico e dal 1949 -‘50 dalle suore dell’“Immacolata di S. Chiara”. A sostegno dell’istituzione, oltre a quello del comune, la popolazione  di Ronchis contribuiva e contribuisce con un’offerta in occasione dei funerali (con la partecipazione fino alla fine degli anni ’50 dei bambini dell’asilo), e fino agli anni ‘70 con l’offerta giornaliera di latte e un etto di burro da parte dei soci del locale caseificio.

 

L’Asilo infantile - Fraforeano

Nel dicembre del 1952 furono iniziati i lavori per la costruzione dell’asilo infantile anche a Fraforeano. “La Vita Cattolica” del 7 dicembre 1952 riportò la cronaca della posa della prima pietra: “Fraforeano. Posa prima pietra dell’asilo infantile. Giorni or sono, in occasione della venuta di S.E. l’Arcivescovo, è stata benedetta la prima pietra dell’erigendo Asilo infantile. Esso sorgerà per la munificenza dei Patroni conti De Asarta e sig. Alberto Kecler e con il  solidale sacrificio della popolazione, in mirabile fusione d’animi. Così, anche il nostro paese potrà avere un’istituzione che ricorda i gloriosi Caduti e darà una cristiana educazione ai nostri piccoli. Auguriamo, che quanto prima divenga una consolante realtà”.

 

La Biblioteca comunale

I  gruppi giovanili spontanei con finalità socio-culturali che fecero la loro comparsa negli anni 1969-70 del 1900, favorirono la convinzione che anche a Ronchis fosse istituita una biblioteca comunale onde favorire la conoscenza e la crescita  culturale della comunità. Questo obiettivo fu raggiunto nel 1977 quando il 16 luglio  fu ufficialmente inaugurata la Biblioteca Comunale di Ronchis alla presenza del sindaco, dei consiglieri comunali, dei rappresentanti della politica, dei gruppi culturali e di molti cittadini.

L’istituzione non ebbe molta fortuna fino al settembre del 1982, quando fu steso uno statuto, nominato un bibliotecario e la commissione di gestione della biblioteca stessa. Gli scopi sanciti dalli statuto sono:  “quelli di raccogliere e conservare il materiale bibliografico; sia manoscritto sia a stampa ed ogni altra testimonianza collegata alla storia e alla cultura locale, mettendone in valore i significati; favorire, con opportuni e scelti acquisti, il necessario confronto con la più rappresentativa bibliografia nazionale e universale; attivare il processo di educazione permanente di tutta la comunità per mezzo del servizio dell’informazione, coordinandolo con quello scolastico; offrire a ogni cittadino occasione di lettura, studio o ricerca, non solo per mezzo del patrimonio bibliografico, ma anche per il tramite di un’assistenza bibliotecaria gratuita; aggiornare assiduamente le collezioni librarie e quelle delle pubblicazioni periodiche; promuovere, di propria iniziativa o in collaborazione con altri enti o associazioni, studi, ricerche, convegni e altre manifestazioni attinenti alla vita e ai problemi del libro, nonché alla migliore conoscenza della storia locale nelle sue componenti colturali ed etniche”.

Le prime attività della biblioteca furono:

1982 - Collettiva d’arte e proiezione di diapositive su aspetti e caratteristiche storiche di Ronchis

1883 - Festa degli alberi.

1984 - Mostra rievocativa delle mascherate svoltesi a Ronchis negli anni ’50; opuscolo con le biografie e foto dei soldati dispersi.

1987 - Per l’Anno Europeo dell’Ambiente, furono allestite mostre, conferenze, messa a dimora di alcune piante; allestimento del “Lunari runculìn” in lingua friulana.  In quell’anno fu istituita anche un “Sezione ragazzi”, le presenze avevano superato le 500 unità  e il patrimonio librario era andato oltre quota 3000.

1988 - Mostra di libri liturgici in collaborazione con la parrocchia di Fraforeano. In precedenza sempre a Fraforeano erano state allestite delle mostre che avevano come tema i documenti ecclesiastico-civili riguardanti il paese e la parrocchia di Fraforeano e la Roggia Barbarica.

Negli anni seguenti furono organizzate, in proprio o in collaborazione con altri enti, altre numerose manifestazioni culturali, con significative rappresentazioni folcloristiche, teatrali, in particolare  “Seris d’Estât”, le cui serate sono dedicate al teatro in lingua friulana, al cinema, alla musica classica, presso la villa de Asarta Kechler di Fraforeano e con la mostra “Arte, Mestieri e Sapori” e la “Mostra mercato del libro”.

 

Istituzioni sanitarie : la condotta medica e ostetrica

Dai registri dell’anagrafe parrocchiale  e civile, quest’ultima a partire dal 1834, si attesta che nel 1844 medico condotto era il dott. Marianini Clemente: dal 1845 al 1887 fu residente a Ronchis anche il dott. Marianini Giovanni Battista non sappiamo però se esercitasse in Ronchis o in altro luogo. Nel 1868 il dott. Vendrame Antonio ebbe la qualifica di medico condotto comunale. È però del  1876 la delibera del consiglio comunale di Ronchis che istituisce la  condotta medico-chirurgica a Ronchis.

 

Medici condotti  nel comune di Ronchis (elenco parziale desunto da documenti consultati)

1844 - dott. Marianini Clemente

1859 - dott. Zanelli Francesco

1862 - dott. Zanetti Massimiliano

1868 - dott. Vendrame Antonio

1878 - dott. Scarpa Giovanni

1884 - dott. Marianini Giovanni Battista

1894 - dott. Marani Francesco

1910 - dott. Ballico Ernesto

1920 - dott. Pividori Giuseppe

1921 - dott. Pettitti Tommaso

1931 - dott. Piermartini Antonio

1958 - dott. Purinan Mario

 

Ai medici aggiungiamo anche le levatrici. Una di queste la Angelini Teresa Angela nel 1894 vinse il 3° premio ad un concorso indetto dal “Giornale per le Levatrici”: “…Del 3° premio… fu assegnato alla signora Angelina Ceresa, levatrice condotta di Ronchis di Latisana (Udine) col lavoro intitolato: Albuminuria in gravidanza, parto distocico per stenosi pelvica, idramnios e idrocefalica…” Sulla condotta ostetrica a Ronchis non abbiamo dati certi, quasi certamente  fu istituita nei primi anni del 1800. Prima di allora le levatrici esercitavano la professione dopo essere state esaminate dalle competenti autorità civili e religiose poiché dovevano sapere, in caso di pericolo di vita del nascituro, battezzare correttamente.    

 

Levatrici operanti a Ronchis e a Fraforeano (elenco parziale desunto da documenti consultati)

1677 - Pascuto …

1682 - Codin Maria (a Fraforeano)

1688 - Solert Antonia

1691 - Comino Carissima

1703 - Fagiani Francesca (a Fraforeano)

1768 - Pestrin Maria

1771 - Bianco Sabbata

1822 - Macor Caterina, Silvestri Domenica

1825 - Fini Valentina 

1841 - Macor Valentina

1850 - Masolini Rosa (a Fraforeano)

1853 - Masulin Teresa (a Fraforeano)

1854 - Baradello Libera

1855 - Guerin Maria, Volpini Rosalia

1860 - Montello Giulia

1886 - Tagliarolo Vittoria

1894 - Ceresa Angelina

1897 - Durigatto Anna

1921 - Buffon Anna

1934 - Dean Nella

1939 - Roi Zanin Maddalena

1940 - 66 - Zannier Lucia

 

Istituzioni cooperativistiche (1913 - 1958)

 

Le note sulle istituzioni cooperativistiche a Ronchis sono tratte da documenti depositati presso l’archivio storico del Comune di Ronchis, da specifiche pubblicazioni riguardanti le cooperative in Friuli, dai “Fogli annunzi legali” del 1919-20, e specialmente da interviste effettuate negli anni ’80 del 1900 nelle persone di: Marchese Antonio (n.1896), Galasso Ettore (n.1897), Pilutti Francesco (n.1901), Castellarin Luigi (n.1913),  Mariotti Silvio (n.1515).

La prima istituzione a carattere cooperativo ad essere fondato a Ronchis fu la Latteria Turnaria. Questo ente fu, infatti, fondato il 26 dicembre 1913, del quale abbiamo ampliamente parlato nel volume “Ronchis una comunità rurale. Nel 75° di fondazione del Caseificio Turnario Cooperativo”, edito nel  1989: nel giugno del 1991 il caseificio subirà una radicale trasformazione con l’avvio di nuove attività.

Nel 1919, su sollecitazione dell’allora parroco di Ronchis don Giovanni Battista Trombetta,  venne fondata la cooperativa di lavoro fra fornaciai. La cooperativa ebbe vita breve poiché nel 1920-21 era già in mano a privati (Buttò Pietro e Sandrin Emilio). Nello stesso anno venne fondata la “Società Anonima Cooperativa di Consumo”, con un forno per il pane pure cooperativo: cesserà la sua attività nel 1936 e sarà sciolta nel dicembre del 1938. Ambedue le cooperative citate in ambito provinciale avevano aderito all’“Unione Cooperativa Provinciale di Produzione e Consumo” le cosiddette “Leghe Bianche” di ispirazione cattolica.

Sempre nel 1919 venne dato vita ad un “Circolo Agrario”, al quale aderirono diversi contadini. Il circolo fungeva di deposito e vendita concimi e prodotti per l’agricoltura. Pare però che fosse una filiale  del “Circolo Agrario (cooperativo) di Latisana”.
Nel 1920 si costituì la “Lega dei Piccoli Proprietari”, sulla cui durata non si hanno, al momento notizie. Il 20 aprile del 1920 venne fondata anche una cooperativa di lavoro denominata “Cooperativa di Lavoro Edile fra ex Combattenti”. I soci fondatori furono: Pascutto Angelo, Collarino Angelo, Gigante Pietro, Sandrin Emilio, Concina Luigi, Bortolussi Pietro, Cicuttin Dionino Penzo Giuseppe Galasso Massimo, Baradello Ferdinando, tutti di Ronchis. Lo scopo della cooperativa era la realizzazione di lavori edilizi. Potevano ammessi tutti i soci dell’Associazione Nazionale Combattenti esercitanti la professione edile. Era pure consentita l’ammissione di altri operai dell’arte stessa che avessero avuto almeno 18 anni e “di notoria buona condotta”.
Nel febbraio del 1935 sarà costituita un’altra cooperativa di consumo denominata “Cooperativa di Consumo di Ronchis” che avrà sede in un edificio ubicato in Piazza Roma, ora della Libertà, denominato “Casa della Cooperazione”. La cooperativa, che gestiva un forno e un negozio di alimentari, rimarrà in vita fino al 1958.

Nel dicembre del 1955, nell’ambito della ristrutturazione della fornace di Ronchis gestita dalla Società Valdadige, nacque la Società  Semplice di Lavoro denominata “Carovana Facchini di Ronchis”. Lo scopo della società era quello di eseguire lavori di facchinaggio, in particolare di carico e scarico di materiale laterizio e di altre merci. I soci fondatori furono: Buttò Giacomo, Della Negra Giovanni, Casasola Umberto, Buffon Giulio e Giovanni, Taglielegne Novilio.

Oltre alle cooperative fondate a Ronchis parecchi roncolini aderiranno a quelle costituite a Latisana, come al Comizio Agrario(1867), alla  Banca Mutua Popolare Cooperativa(1885), all’Essicatoio Cooperativo Bozzoli (1916), alla Cooperativa di Produzione e Lavoro “Basso Tagliamento” (1919):   di questa, ispiratore e per decenni presidente, fu Montello Pietro,  alla Cooperativa di Lavoro Edile (1919): su 19 soci fondatori 10 erano di Ronchis, alla Cantina Sociale Cooperativa  (1929), al Circolo Agrario Cooperativo (1938), al Consorzio Agrario Provinciale di Udine (1948).