Con la ripartizione dei terreni comunali da parte del governo austriaco nel 1839, nelle comunità rurali venne infranto un ordinamento sociale ed economico durato e praticato per diversi secoli. Infatti l'uso promiscuo di questi terreni creava nella comunità quel senso di comunanza reciproca che si basava sull'uso di tutti e di tutto il territorio comunale e del relativo beneficio collettivo.
Con questa rottura i rapporti fra i contadini e tra essi e la comunità cambiarono profondamente dando vita ad una serie di cambiamenti fondiari i quali favorirono la nascita di un proletariato rurale: i sottani.
Costoro esistevano naturalmente anche prima del 1839, ma dopo questa data venne a mancare loro il beneficio dell'uso comune dei terreni che era superiore al beneficio che ne avrebbe tratto dall'uso della porzione datagli in proprietà, tanto che in alcuni decenni, vuoi per bisogno di denaro o per altri motivi una parte dei contadini che aveva beneficiato della ripartizione dei comunali si trovò nella condizione di vendere la propria porzione e, se voleva sopravvivere doveva prestare la propria opera presso grandi aziende o presso altri contadini.
Giacomo Collotta in una relazione tenuta a Latisana nel 1858 sulle risaie del Basso Friuli scrive che dal 1° aprile al 15 maggio vengono impiegati nelle risaie 4.000 contadini-operai (sottani) e dal 1° settembre al 31 ottobre 2.000.
L'autore analizza poi l'impiego di questi operai sotto un profilo socioeconomico lamentando la crescita delle mercedi per le opere rurali, e continua: Né io certamente lamenterei l'inalzamento dei salarii, qualora spandesse l'agiatezza fra gli operai, e non nuocesse alla rendita dei possessi.
Ma invece questo inalzamento dei salarii cadendo a pro di uomini disciolti da ogni vincolo di famiglia, senza esperienza, senza previdenza, senza parsimonia e senza istruzione, li getta fra il serpaio dei vizii (..) Oltre a ciò, rialzandosi i salarii, sempre più si favorisce il proletariato; vera cancrena sociale che rapidamente si svolge ovunque si esercita la grande coltura, e soprattutto nei paesi che circondano le risaie; proletariato che si propaga per una propria costituzione domestica e per domestiche tradizioni; proletariato che aumenta il numero dei suoi adepti con una moltiplicazione disordinata per precocità e frequenza di maritaggi.
Questa era l'opinione di quel tempo nei riguardi dei sottani (vista naturalmente dalla parte dei possidenti).
Di altra opinione era invece don Domenico Toso parroco di Fraforeano il quale nel 1818 a proposito dei braccianti così annota: In un'altra impossibilità s s'attrovano questi poveri Parrocchiani, i quali per essere tutti braccianti, senza nùlla possedere, appena possono ritrarre da' loro lavori un quotidiano meschino vitto.
A creare queste situazioni contribuivano anche i frequenti periodi di carestia, l'analfabetismo e un diffuso senso delle cose che "dovevano andare come andavano".