Comune di Ronchis

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Mondine

Le mondine erano coloro che eseguivano il lavoro della monda del riso nelle risaie durante i mesi di giugno luglio e agosto estirpando le erbe infestanti, queste operaie venivano anche chiamate mondariso.
Nel 1858 nelle risaie della Bassa friulana per questo tipo di lavoro venivano occupate 3.000 donne (nel periodo 1 giugno - 15 agosto), altre 2.000 donne venivano occupate per la raccolta del riso (1 settembre - 31 ottobre).
Per quanto riguarda l'occupazione di mondine nelle risaie di Fraforeano possediamo solo qualche dato; ad es. nel 1919 le mondine di S. Giorgio di Nogaro erano più di cento, negli anni '30 nei periodi di maggior lavoro sarebbero stati occupati tra uomini e donne più di 500 operai.

A Fraforeano oltre alle mondine di S. Giorgio di Nogaro e naturalmente a quelle di Fraforeano, erano occupate donne che provenivano dai paesi limitrofi quali: Ronchis (una trentina), Latisanotta, Latisana (poche unità), S. Giorgio al Tagliamento, Villanova, Malafesta, Canussio, Campomolle, Teor e altri paesi.
Il lavoro delle donne non era limitato all'operazione della monda del riso, ma già a febbraio-marzo una parte di esse iniziava il lavoro (assieme agli uomini) di livellamento del terreno con la pala, prima all'asciutto e poi con il terreno allagato; seguiva poi lo spargimento del concime e la semina del riso (eseguita per lo più dagli uomini); in questa operazione le donne portavano, a distanze prestabilite, i sacchi della semente sugli arginelli ai bordi degli appezzamenti allagati.

Durante l'estate il riso veniva mondato a mano dalle erbe infestanti che erano soprattutto la mestolaccia plantain di aghe e il cardo selvatico sgjardòn; questo lavoro veniva eseguito più volte a seconda della maggiore o minore proliferazione delle erbe infestanti.
A settembre c'era poi la mietitura del risone eseguita anche questa a mano con la falce sesule, i covoni venivano legati con carice patùs. Il risone veniva poi caricato sui carri e portato nei magazzini per l'essiccazione e la trebbiatura.

Le condizioni di lavoro non erano certo delle più ottimali, le donne si portavano sul posto di lavoro a piedi, l'orario di lavoro andava dalle 8-9 fino a 10 ore giornaliere con una sosta di una-due ore sul mezzogiorno a seconda della stagione. Molte iniziavano a fare le mondine in età giovanissima (11-12 anni), diverse ben dotate fisicamente, riuscivano a farsi classificare come adulte percependo il salario spettante alle donne.

Le assunzioni avvenivano per lo più nella forma del reclutamento diretto con contratto stagionale; naturalmente gli scioperi erano proibiti. Il permanere per diverse ore al giorno con le braccia e le gambe nell'acqua provocava non pochi malanni e comportava un grosso sacrificio; d'altra parte questo lavoro se pur duro, rappresentava una fonte di sostentamento per centinaia di famiglie e per molte giovani il potersi comperare la dote.

A volte la mietitura del risone veniva data a cottimo a squadre di sei-nove donne le quali mietevano entro una striscia di terreno chiamata vanesòn; al termine di ogni giornata la quantità mietuta veniva misurata a quarte dal guardiano detto risarìn; alla donna capo-squadra, solitamente la più anziana, spettava il compito di ritirare il prezzo pattuito in amministrazione e di distribuirlo poi a ciascun componente la squadra.