Per vicinia, in genere, s'intende l'insieme dei vicini o degli abitanti di una stessa località uniti da un vincolo giurisdizionale.
Forme amministrative di questo tipo si riscontrano già in epoca imperiale romana dove gli abitanti del vicus compaiono con speciali doveri di testimonianza e arbitrato.
Nel medioevo le vicinie erano comunità di vicini sia a carattere rurale che urbano. Esse erano investite di molteplici funzioni, ed avevano la facoltà di deliberare ad es. su: le terre ed i pascoli comunali, sui confini, sui mutui, sulle tasse, sulle multe, sulle liti, sui soprusi dei giurisdicenti, sulla esenzione di decime, sulla residenza e la rimozione dei vicarii o curati, sulla conservazione e sui lavori delle chiese.
La vicinia si riuniva anche per dare il suo assenso alla nomina di un nuovo curato e per la nomina del capitano designato dai giurisdicenti. La vicinia era composta da capi-famiglia chiamati appunto vicini o uomini di Comune; di solito la vicinia, anticamente, si riuniva nella piazza principale del paese sotto un albero, o anche sub lobia, sotto una loggia; le convocazioni erano annunciate con il suono di una campana e nessun vicino poteva rifiutarsi d'intervenire pena una multa; le sedute, però, non erano valide se mancavano più della metà dei componenti, era presieduta da un Podestà o Decano, assistito da un Podestà collega (il quale ne faceva le veci e sostituiva il podestà in caso di assenza) e da due giurati. Le deliberazioni che venivano prese, venivano stese da uno scrivano su un libro detto delle deliberazioni comunali.
I podestà dovevano far rispettare le leggi emanate dal capitano (a cui erano soggetti), duravano in carica un anno; i podestà uscenti nominavano i loro successori, proibito era designare se medesimi, potevano essere destituiti dall'incarico come potevano anche rinunciare.
Nel feudo di Latisana, la loro elezione avveniva i giorni 24-25 marzo, giorno di S. Marco.
Le votazioni avvenivano con balle di due colori, una per il "sì" e l'altra per il "no"; le operazioni di voto si chiamavano ballotazioni, le palle venivano distribuite dal vice-podestà ed imbossolate in una speciale urna, a votazione ultimata, venivano contate dal podestà che ne dichiarava l'approvazione o la respinta dell'argomento in questione.
Per quanto riguarda la Vicinia del Comun di Ronchis, essa, come sappiamo faceva parte del feudo di Latisana assieme ai Comuni di: Villanova (della Cartera), Malafesta, S. Mauro, S. Giorgio, S. Michele, Cesarolo, posti alla destra del fiume Tagliamento e Ronchis, La Tisanotta, Sottopovolo (Latisana), Gorgo, Pertegada, posti alla sinistra del fiume.
La prima notizia dell'esistenza della vicinia di Ronchis è del 1368 in occasione del giuramento di fedeltà del popolo della Terra di Latisana al conte di Gorizia, dove tra l'altro viene nominato un Blasius de Ronchis assieme ad altri consiliarii et offitiales del feudo. Poi bisogna arrivare al 1500 per avere notizie documentate sulla vicinia di Ronchis.
Nel 1548 ad es. i vicini (capi-famiglia) erano in numero di 40.
Nel 1576, il capitano governatore del feudo, in un proclama ordina: di far conseglio o vicinanza se non in giorno di festa, et invitati, et chiamati legittimamente tutti li vicini, et homeni habitanti in detta Villa, acciò cadauno possi esser presente a quello si ha da trattare, negotiare, et spendere per beneficio loro.
Ma siccome qualche volta nascevano delle forti discussioni, i vicini dovevano sedere al posto loro assegnato, e lasciar parlar prima li Podestadi et Maggiori, a quali s'aspetta et poi uno alla volta discorer quietamente et dir le loro ragioni.
Nessuno poteva accedere armato.
Nessuno poi durante la riunione della vicinia poteva accostarsi alle finestre della loggia comunale, ma doveva rimaner lontano pertiche quattro (circa 6 metri).
Diamo qui, seguendo un ordine cronologico e in sintesi gli argomenti trattati in alcune sedute della vicinia di Ronchis:
9 marzo 1600 - Ratifica della elezione di Pre Pietro Tellano a Curato della chiesa di S. Andrea Ap. di Ronchis, e relativi emolumenti.
23 agosto 1647 - Nomina di Pietro Sbaiz abitante in Venezia quale rappresentante a poter comprare i beni comunali confinanti con Palazzolo.
24 maggio 1661 - Nessuno dovrà offendere e ingiuriare i podestà nell'esercizio delle loro funzioni, chi trasgredirà sarà cacciato immediatamente dal Comune (messo al bando).
16 marzo 1664 - Elezione del rev. Zuane Beolino a Curato di Ronchis.
4 giugno 1703 - Attestazione dell'avvenuto pagamento da parte di tutti gli abitanti di Ronchis della tassa "delli soldati".
9 ottobre 1705 - Nomina dei procuratori Zuane Sbaiz e Giacomo Mezanello, a tutela degli interssi del Comune presso Pietro Francho Campanaro di Udine per la rifusione di una campana.
1 ottobre 1709 - Audizione degli incaricati dal Comune per delimitare i confini dei beni del Priorato di Varmo a Ronchis.
14 maggio 1709 - Promessa di non lasciar pascolare le pecore di Pegorari Vicentini sugli argini del Tagliamento.
7 maggio 1712 - Concessione di una strada in via provvisoria attraverso i beni comunali per andare nell'Isola di Palazzolo.
8 settembre 1714 - Elezione del Curato don Antonio Tomasini.
17 novembre 1714 - Spartizione dei beni comunali detti Lortena, un tanto per ogni famiglia.
6 maggio 1716 - Elezione di due uomini da mandare a Venezia per difendere il Jus-patronato sulla elezione del curato.
18 gennaio 1720 - Causa dei sottani di Ronchis contro il Comune.
6 aprile 1740 - Assunzione in affitto da parte del Comune di un terreno chiamato Isola di proprietà di Filippo Donati.
10 giugno 1746 - Elezione di don Antonio Barbetta a Curato di Ronchis.
18 aprile 1762 - Ricorso presso l'abate di Latisana per la fondazione di una confraternita intitolata ai Sette Dolori di Maria Vergine.
11 luglio 1766 - Elezione e accordo per gli emolumenti al Curato Gregorio Busulino.
2 agosto 1778 - Nomina di due procuratori per difendere gli interessi del Comune presso la Serenissima a Venezia.
10 giugno 1804 - Elezione di don GioBatta Zigante a organista della chiesa di Ronchis.
5 dicembre 1805 - Rinuncia dell'incarico di Procuratore della chiesa di S. Andrea di Ronchis da parte del rev. GioBatta Comini.