Quando nel 1275 Asquino di Varmo aveva in feudo dalla Chiesa di Aquileia i sei mansi e il mulino, li ricevette secondo l'usanza del tempo, secondo cioè la forma di rectum et legale feudum, ricevendone l'investitura direttamente dal Patriarca di Aquileia che a quel tempo, oltre ad esercitare le funzioni di capo spirituale del Patriarcato, esercitava, quale capo dello Stato Patriarcale anche il potere temporale.
L'investitura comportava di norma, la piena giurisdizione e uso del territorio, ove il feudatario vi fosse infeudato, assieme alle persone e alle cose con possibilità di successione o alienazione dello stesso. Gli obblighi del feudatario all'atto dell'investitura erano il giuramento solenne di fedeltà al principe con l'obbligo di prestargli tutto l'aiuto con persone e mezzi in caso di conflitto armato o insurrezioni.
Che a quell'epoca ci fossero altri possessori di mansi a Fraforeano, oltre al citato Asquino, e che gli stessi fossero ereditabili o alienabili, ci vengono segnalati da note presenti nel Libro dei feudi della Patria del Friuli redatto nel sec. XVI e depositato presso la Biblioteca Comunale di Udine. Infatti a riguardo di Varino Inferiore e Superiore, nel 1292 troviamo che un certo Stefano di Zeglaco (Zegliacco, in Comune di Treppo Grande) vende al figlio di Asquino di Varino certi mansi in Fraforiano; nel 1297 Bilesio figlio di Asquino di Varino, possiede a Fraforeano due mansi e mezzo e il mulino; nel 1300 Durancio figlio di Duringo di Varino possiede in feudo dal Patriarca di Aquileia tre mansi a Fraforeano. I tre mansi sono confermati anche nel 1396.
Nel 1420 la Repubblica di Venezia ebbe il completo controllo territoriale, sia politico che militare, sul Friuli. I feudatari che prima venivano investiti sui loro feudi dal Patriarca di Aquileia, ora dovevano, per ottenere la nuova investitura, giurare solennemente fedeltà alla Serenissima.
Questo atto formale veniva richiesto ogni qualvolta il feudo, o parte di esso, cambiava proprietario sia per eredità che per vendita.
Nel 1468 il nobile patrizio veneto Lorenzo fu Girolamo Barbarico Procuratore di S. Marco, acquistò gran parte del territorio di Fraforeano sito tra la villa e territorio di Ronchis e Petrons.
Sull'investitura del feudo di Fraforeano a Lorenzo e fratelli Barbarigo possediamo l'atto integrale che ci permette di ricavare alcune notizie attualmente inedite su Fraforeano.
L'atto è stato redatto a Udine il 9 agosto 1468 alla presenza del Luogotenente della Patria del Friuli Angelo Gradenigo con la partecipazione di diverse personalità friulane e i Consorti di Varmo che erano: Andrea fu Tomaso, Giacomo fu Martino e Tomaso fu Federico assieme ai conti di Varmo, i quali rinunciarono ad esercitare, come fino ad allora avevano fatto, la giurisdizione della Villa e territorio di Fraforeano per dimostrare la gratitudine verso la Nobiltà veneta non intendendo aver dominio ove quella anche privatamente possiede ma che anzi s'intenda per spontanea volontà di detti Signori di Varmo. Rissevando sempre alli medesimi di Varino il loro Mollino.
L'investitura dava piena facoltà all'investito di esercitare la giurisdizione sul feudo (con l'osservanza delle leggi emanate per i feudi) con il garrito, tutte le ragioni e le pertinenze, le possessioni, le prerogative, i redditi, le uscite, gli emolumenti, le utilità, gli usi, le acque, le pescagioni, le cacciagioni, le paludi, i boschi, le selve e i pascoli a giurisdizione (posta delle pecore).
Tutte queste voci sono presenti in tutti gli atti d'investitura sia per vendita che per passaggio di eredità alla morte di uno o più possessori del feudo.
Nel 1484 i giurisdicenti del feudo erano: Antonio e Domenico fu Girolamo Barbarigo assieme ai nipoti.
Nel 1553: Agostino fu Lorenzo Barbarigo.
Nel 1598: i cugini Lorenzo e Pietro Barbarigo.
Nel 1608: Pietro fu Agostino e Lorenzo fu Francesco Barbarigo. Sempre nello stesso anno, Lorenzo vende a Pietro 2/3 del mulino (acquistato dai conti Varmo).
Nel 1625: Lorenzo e Pietro-Alvise Barbarigo.
Fino al 1656 il feudo verrà retto da Cornelia Badoer vedova di Pietro Barbarigo il quale era morto verso il 1640 senza discendenti.
Nel novembre del 1656, il feudo verrà messo in vendita da parte del Magistrato Veneto ai Feudi e acquistato dai fratelli Andrea e Pietro fu Vincenzo Molin nobili veneziani, i quali furono investiti il primo dicembre dello stesso anno.
Nel 1659 Pietro Molin acquistò dall'Ospedale degli Incurabili di Venezia molti beni posti in Fraforeano, tra i quali Belveder, Leonischis, Sella (località Carnello), ecc., detti beni erano stati devoluti a quell'ospedale da Cornelia Badoer (probabilmente per beneficenza).
Nel 1685 i giurisdicenti erano: Domenico fu Pietro Molin e fratelli.
Nel 1710: Antonio e Vincenzo fu Francesco Molin.
Nel 1748 Zuan-Antonio muore senza discendenti; il feudo viene ereditato da Pietro Correr.
Nel 1750 il feudo verrà venduto all'asta e acquistato da Zuan-Antonio Crotta e Fratelli, i quali verranno investiti il 19 aprile 1752.
Nel 1756: Paolo-Antonio fu Zuan-Antonio Crotta e fratelli. Il feudo rimarrà in possesso della famiglia Crotta fino al 1817. Con l'abolizione dei feudi da parte di Napoleone, Fraforeano non si chiamerà più ‘Feudo’ ma ‘Tenimento’ o ‘Stabile’.
Dal 1817 il Tenimento sarà in possesso della fam. Calbo-Crotta che lo terrà fino al 1838; da questa data al 1871 sarà di Antonio Gaspari e fino al 1876 sarà in mano a Carlo Luigi Herpin di Parigi.
Dal 1876 al 1883 sarà del sig. Carlo Ferrari di Pavia assieme a Granata e Vigorelli di Lodi.
Nel 1883 fu acquistato dal conte Vittorio de Asarta, nel 1909 passò ai figli Manuel e Stefano. Dopo la morte di Stefano, la tenuta fu condotta da Manuel e da sua nipote Costanza fino al 1937 quando fu divisa a metà fra i due.
Nel 1976, le proprietà furono per la maggior parte vendute. Le case furono donate dai de Asarta agli abitanti di Fraforeano, riservandosi il palazzo con il parco annesso e alcuni edifici.
Nel 1805, Fraforeano divenne una Comune facente parte del Dipartimento di Passariano, Distretto e Cantone di Latisana. Nel 1807, amministrativamente verrà aggregato al Comune capoluogo di Ronchis. Nel 1809 farà parte del Distretto della Torre e del Cantone di Latisana. Nel 1810, farà parte del Distretto di Udine e del Cantone di Latisana. Nel 1811, farà parte assieme a Ronchis del Cantone e Comune Capoluogo di Latisana.
Dopo il 1815 farà parte, come unica frazione, del Comune di Ronchis.